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Archivio segreto Vaticano: da febbraio la verità sui templari?

Martedì 13 Dicembre 2011, 23:30 in CULTURA di

Due documenti esclusivi sui templari faranno parte della mostra "Lux in arcana" in cui finalmente l'archivio segreto vaticano aprirà le sue porte. Cacciatori di misteri e appassionati de "Il Codice da Vinci" è il vostro momento!

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Solleticherà l'attenzione di tutti gli amanti del bestseller "Il Codice da Vinci" di Dan Brown la notizia esclusiva che due attesissimi documenti faranno parte della mostra "Lux in arcana - L'Archivio Segreto Vaticano" in cartellone a Roma presso i Musei Capitolini dal prossimo febbraio 2012 fino a settembre 2012. Ben 6 mesi che promettono di registrare il tutto esaurito.
D'altronde chi non ama le storie sul Graal, i crociati e i templari?
Il titolo "Lux in arcana" indica il principale obiettivo della mostra: far luce nei recessi dell'Archivio (lux in arcana) illuminando una realtà finora preclusa e aprendo le porte alla scoperta degli inediti retroscena raccontati nei documenti.
Nello specifico si tratta di due documenti del 1308: la pergamena di Chinon con l'assoluzione sacramentale dei dignitari del Tempio e il Processo contro l'Ordine dei Templari contenuto in ben 60 metri lineari di rotolo.

L'assoluzione sacramentale dei dignitari del Tempio arriva nell'agosto del 1308. I Templari erano già stati sottoposti a processo dagli inquisitori di Francia ammettendo, sotto tortura, le proprie colpe. In seguito, tra il 17 e il 20 agosto 1308, Clemente V inviò nel castello di Chinon tre cardinali incaricati di interrogare il gran maestro e gli altri dignitari: Hugues de Perraud, visitatore dell'Ordine, Raymbaud de Caron e Geoffroy de Charny, precettori di Oltremare e Normandia, Geoffroy de Gonneville, precettore di Poitou e Aquitania. I cinque, confessate le loro colpe, ottennero l'assoluzione sacramentale e vennero reintegrati nella comunione cristiana. Da quel momento in poi solo il papa avrebbe potuto interrogarli, vincolandoli alla loro deposizione; ritrattare, infatti, li avrebbe resi relapsi, cioè ricaduti negli errori commessi prima di essere assolti. E la pena prevista per i relapsi era la morte sul rogo.
Templari alla sbarra: il processo contro l'Ordine in terra di Francia. Dopo aver annullato tutte le precedenti inchieste condotte dall'Inquisizione di Francia contro i Templari - arrestati a sua insaputa per ordine del re di Francia Filippo il Bello - papa Clemente V avocò a sé la conduzione del processo a carico dell'Ordine. Sin dal giorno dell'arresto dei Templari di Francia (venerdì 13 ottobre 1307), Clemente V aveva tentato con mille stratagemmi di porre freno alle mire del re: facendo arrestare preventivamente i Cavalieri del Tempio sottraendoli così all'arbitrio delle autorità secolari, annullando tutti i procedimenti promossi dall'Inquisizione di Francia e dagli uomini del re, assolvendo infine settantadue Cavalieri e i cinque grandi dignitari. Ma sarebbe riuscito ad evitare - pur agendo secondo giustizia - la condanna dell'Ordine, una condanna che il re di Francia voleva a tutti i costi? Dalla soppressione del Tempio Filippo il Bello avrebbe ottenuto soltanto benefici: gli ingenti debiti contratti con i Templari, banchieri della Corona francese, sarebbero stati azzerati, inoltre, sarebbe riuscito, con qualche stratagemma, ad incamerare i beni di quell'ordine ricco e potente.

Il processo iniziò formalmente il 22 novembre 1309 e la difesa dei Templari si fece man mano più solida, ma, a questo punto, intervenne il re boicottando magistralmente il procedimento.
L'arcivescovo Philippe de Marigny, fedelissimo di Filippo e membro del suo Consiglio, l'11 maggio 1310 convocò il concilio provinciale della sua diocesi a Parigi, facendo condannare i cinquantaquattro Templari soggetti alla sua giurisdizione come relapsi, perché nell'inchiesta diocesana avevano confermato le confessioni rilasciate dopo l'arresto del 1307, ma dinanzi ai commissari papali avevano ritrattato. _Dopo il rogo dei cinquantaquattro, gli altri Templari, terrorizzati, gettarono la spugna: tra il novembre e il giugno 1311, circa un terzo dei seicento Cavalieri comparirono spontaneamente di fronte ai giudici, e solo per riconfermare quanto dichiarato nelle precedenti deposizioni. Ritrattare significava morire.
Più di duecento strazianti deposizioni, rese tra il timore di non contraddirsi e il frustrato desiderio di difendere l'Ordine, sono contenute nei circa 60 metri lineari del rotolo pergamenaceo.
L'esposizione, ideata in occasione del IV Centenario dalla fondazione dell'Archivio Segreto Vaticano per la prima volta permetterà che a chiunque di accedere ai misteri custoditi nei circa 85 km lineari dell'Archivio Segreto Vaticano.
Per maggiori info cliccate su questo sito!

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